Un’intelligenza artificiale correggera’ in autonomia le voci di Wikipedia

Il Massachusetts Institute of Technology (Mit) ha progettato un sistema dotato di intelligenza artificiale che sa aggiornare automaticamente le voci di Wikipedia riconoscendo le incongruenze e i passaggi obsoleti e poi riscrivendo le frasi corrette come un essere umano.

Grammatica e stile vengono così rispettati e non si avrà l’impressione che il testo è stato modificato da una macchina. Il bot da un lato consentirà di far risparmiare tempo agli utenti che revisionano i contenuti dell’enciclopedia online, ma potrebbe essere usato anche per addestrare i sistemi anti fake news.

Lo studio è stato presentato dai ricercatori a New York in occasione della conferenza Aaai sull’intelligenza artificiale. Grazie al machine learning, il programma confronta le frasi delle pagine Wikipedia in maniera ragionata, in modo cioè da rintracciare un’eventuale contraddizione fra due periodi: quello già presente sull’enciclopedia online e quello nuovo che contiene l’aggiornamento. Quest’ultimo deve essere digitato dall’operatore umano in modo non strutturato, cioè senza prestare particolare attenzione a stile e grammatica del testo. Solo così il sistema rintraccia la vecchia informazione, la cambia in base al nuovo input, riscrivendola come un editor.

Se si considera la popolarità e l’enorme mole di informazioni dell’enciclopedia online, si capisce come sia del tutto comune trovare qualche pagina non aggiornata. Non a caso, prima di questa invenzione, sono stati messi a punto altri bot che si occupano soprattutto della manutenzione di Wikipedia. In pratica si dedicano a respingere l’attacco degli spammer e/o a ripristinare e correggere link scaduti. Con il nuovo sistema, i ricercatori mirano a rendere tutto il processo automatico: in futuro non ci sarà bisogno che sia l’utente a segnalare le novità. Il bot riuscirà a rintracciarle cercando direttamente fra le ultime news del web, per poi inserirle nei testi di Wikipedia.

Ok, ma a che punto siamo?

Al momento, però, il software non è completamente pronto per essere utilizzato. In particolare, quando si valuta l’accuratezza, il modello, specificano dal Mit, ottiene 4 punti su 5 sulla qualità degli aggiornamenti e 3,85 sull’accuratezza della grammatica. Seppur non ancora totalmente ottimizzato, è quello che ha raggiunto i migliori risultati in un esperimento simile mai condotto finora. Secondo l’istituto un approccio di questo tipo non deve però limitarsi all’enciclopedia online: potrà infatti tornare utile anche nella lotta alle notizie false. L’algoritmo potrà infatti essere impiegato per identificare, nella molteplicità di fonti che trattano la stessa notizia, quella – o quelle – che costituiscono una potenziale anomalia, segnalandola ed eventualmente smascherandola.

Fonte: Wired

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